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Per ottenere quello che voleva, è stato disposto a cedere parte del suo corpo. Un rene in cambio di un iPad. Gli sembrava uno scambio equo, vantaggioso. E' accaduto in Cina, nella provincia meridionale di Guangdong. Zheng, un ragazzo di soli 17 anni, ossessionato dall'hi-tech, ha risposto ad un annuncio on-line per realizzare il suo sogno. Duemila euro in cambio dell'organo. In altro modo, non se lo sarebbe potuto permettere. E così, non ha esitato a farsi operare. Non è filato tutto liscio come credeva. In seguito alla pericolosissima operazione, ha subito delle complicazioni. La madre del ragazzo, inoltre, quando è tornato a casa con il nuovo congegno della Apple, non ci ha messo molto a capire che qualcosa non quadrava. Dove aveva preso tanti soldi?
IL RACCONTO DELLA MADRE
«Quando è tornato, aveva un computer portatile e un nuovo telefono Apple. Volevo sapere come avesse avuto così tanti soldi e ha infine confessato di aver venduto uno dei suoi reni», ha dichiarato la donna. Immediata la denuncia alla polizia. Le forze dell'ordine, ora, stanno indagando. Ma il mediatore che ha messo in contatto il giovane "donatore" con il ricevente non è rintracciabile. Nell'ospedale in cui è stato fatto l'espianto – non qualificato per tale genere di operazioni – l'episodio non è stato registrato. Non risultata che, nella struttura ospedaliera, sia mai stato effettuato. Un caso drammatico, ma – magari – fortunatamente inedito e isolato? Niente affatto.
IL MERCATO NERO DEGLI ORGANI UMANI
La Cina, formalmente, ha proibito qualunque commercio di organi umani, prevedendo per le persone coinvolte, l'arresto, multe che vanno da 8 volte a 10 il prezzo dell'organo venduto, e l'interdizione dei medici dalla propria attività per alcuni anni. Tuttavia, il mercato degli organi umani ha origine da una zona d'ombra del governo cinese, una zona utilizzata dalle autorità come luogo di coercizione e imposizione della dottrina di Stato, ma formalmente inesistente. Si tratta dei Laogai. Veri e propri lager, di cui il paese è costellato. Se ne conterebbero almeno un migliaio. In essi i dissidenti politici (chiunque può esservi incarcerato dal regime con tale accusa con un pretesto qualunque) vengono "rieducati", mediante il lavoro forzato. Di fatto, rappresentano manovalanza a costo zero. Sovente i condannati a morte subiscono l'espianto degli organi contro la propria volontà. Sovente la condanna è un pretesto per l'espianto. Un mercato fiorente, che alimenta un ricco giro d'affari. Un rene può arrivare a fruttare 65mila dollari, un cuore 160mila. Gli organi espiantati, vengono poi re-impianti in ricchi acquirenti in strutture specializzate (sono almeno 600 nel Paese). Benché la legge del 2007 imponga l'espianto previo il consenso del paziente, «parliamo di condannati a morte che possono essere soggetti a qualunque pressione, e quindi il loro non può essere un gesto volontario», aveva denunciato Human Rights Watch in un reportage della CNN dell'11 febbraio 2007.
I "DONATORI" INVOLONTARI
Il mercato nero degli organi è un problema, che sembra riguardare il mondo intero. Va fatta, tuttavia, una distinzione: vi sono coloro ai quali gli organi vengono espiantati senza il proprio consento, e i "volontari". Nella prima categoria rientrano, oltre ai suddetti condannati, numerose persone scomparse e utilizzate dai rapitori per ottenere un rene, un fegato, una cornea, dei polmoni e via dicendo. Si tratta, per lo più, di bambini. In Paesi come Argentina, Brasile, Messico, Ecuador, Honduras e Paraguay, i rapimenti di giovani innocenti a tale scopo, da parte della malavita locale, sono all'ordine del giorno. In Afghanistan il traffico sarebbe gestito direttamente dai talebani. La stessa piaga affligge Russia, Ucraina, Moldavia, Romania e Albania. Qui i bambini sono rapiti, venduti in loco, a volte dopo un passaggio per la prostituzione minorile, mentre i loro organi spediti in Europa o Usa via aereo.
VENDESI RENE SU INTERNET
Quello del ragazzo cinese è un caso limite. Ma uomini e donne che vendono parte di se stessi per far fronte a necessità insormontabili sono molto numerosi. Spesso in Italia, ad esempio, gli immigrati clandestini che approdano sulle nostre coste, si sono pagati il viaggio con un rene. Alcuni migranti curdi provenienti dalla Turchia, presentavano sul proprio corpo i segni di una recente operazione. Non si contano, poi, su internet, i casi di chi, per uscire dalla miseria, o per sopravvivere alla disoccupazione, non trova altra soluzione. «Sono sano, sono forte come un lupo e metto in vendita un mio rene per 150mila euro», scrive un ex imprenditore friulano e residente nel trevigiano; «Vendo rene, all'acquirente vanno caricate tutte le spese viaggio soggiorno anche per familiare» e «vendo ovuli per fecondazione assistita, disp. a viaggiare all'estero con spese a carico dell'acquirente anche per familiare», scriveva una donna di Chieti che non sapeva come pagare il mutuo, in due annunci intercettati dalla polizia postale; «vendo rene 110.000 euro, per motivi finanziari. Sono ragazzo 26 anni, e non ho mai usato droghe, non ho bevuto alcool, non fumo e sono perfettamente sano», un altro annuncio, correlato di mail; un imprenditore di 50 anni di Mestre ha messo in vendita su E-Bay, «per 500mila euro un rene o un polmone o una porzione di fegato». Di annunci del genere, il web è ricolmo. Dagli Stati di tutto il mondo, ne provengono di simili. Tanto che c'è chi ha pensato di legalizzare questa pratica disumana.
IL TRAFFICO LIBERALIZZATO
Va precisato: la donazione degli organi, ovviamente, non è illegale tout court; ciò che non è ammissibile, è la vendita previo compenso. In Italia, ad esempio, è concessa la donazione di alcuni di organi e tessuti rigenerabili (sangue, midollo osseo, etc.), mentre è considerata illecita la vendita. In ogni caso, «non sono ammissibili atti di disposizione del corpo che provochino una diminuzione permanente dell'integrità fisica», si legge sul Codice penale. Ebbene, anche nel cosiddetto mondo civilizzato, c'è chi propone un'inversione di tendenza. In Gran Bretagna, dalla pagine del British Medical Journal, Amy Friedman, Professore Associato di Chirurgia alla Yale University School of Medicine, aveva lanciato la proposta di rendere legale il traffico di organi, espiantati da persone vive e consenzienti. Un appello dello stesso tenore era stato lanciato, alcuni anni fa, dal Nobel per l'economia Gary Becker, e ripreso da svariate firme di prestigio del Wall Street Journal e del New York Times. Dalle proposte ai fatti: se in tutto il mondo la pratica è vietata dalla legge, Singapore rappresenta un'eccezione. Il suo Parlamento, nel 2009, ha reso legali, come riportava AsiaNews, i "rimborsi" per la donazione di organi provenienti da persone ancora in vita. La proposta aveva ricevuto il parere favorevole di 79 parlamentari su 84.
IL TARIFFARIO DELL'ORRORE
E' impossibile farsi un'idea precisa di quanto possano costare un fegato o un cuore nuovi. I prezzi variano a seconda del Paese di provenienza del donatore, del suo stato fisico, e dell'età. Per delle cornee nuove si può andare dai 3 ai 15 mila euro, per un cuore, oltre alle svariate centinaia di migliaia di euro. Un cuore o un occhio sono venduti, in Afghanistan, dai talebani, ad un prezzo compreso tra i 13 e i 15mila euro. Per un rene si va dai mille euro dei broker di Kathmandu (Nepal), ai 5mila euro afghani, fino a raggiungere i 120mila euro. Ancora più difficile reperire dati sul commercio di testicoli. Essi, infatti, sono ritenuti tra gli organi più difficili da trovare sul mercato nero e da conservare. Nell'asta on-line di Baazee.com entrambi i testicoli erano stati messi in vendita a partire da un milione di euro.
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