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Finalmente una buona notizia: l'Ungheria ha definitivamente cacciato il gender da tutte le Università dello Stato, poiché, secondo quanto dichiarato dal Segretario per l'Educazione, Bence Rétvári, rappresenta, «come il marxismo-leninismo, un'ideologia e non una scienza».
Il relativo decreto, che renderà il provvedimento esecutivo a far data dal prossimo anno, è stato firmato dal premier Viktor Orbán. Non ve ne sarebbe stato bisogno, poiché le iscrizioni a tali corsi, a dir poco scarse, avrebbero già giustificato da sole la loro cancellazione. Ma l'esecutivo ha inteso esplicitamente spiegare come la decisione non sia stata assunta per una questione di numeri, bensì per una questione di buon senso, come specificato già lo scorso agosto dal Capo di Gabinetto, Gergely Gulyas: «Il governo ungherese non intende spendere soldi pubblici per l'istruzione in questo campo», ha specificato. In effetti, ha già ritirato ovunque il proprio sostegno finanziario.
Il provvedimento colpisce tutti gli Atenei in generale ed, in particolare due, quello di Eòtvòs Loránd con sede a Budapest, e l'altro, l'Università Centrale Europea di George Soros, che finora distribuiva anche diplomi a chi frequentasse tale "disciplina".
A nessuno mancheranno.
Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).
CICLISTA TRANS VINCE GARA FEMMINILE
Rachel McKinnon è un uomo che si sente donna e che pratica ciclismo. Lui, canadese, ha partecipato ad una importante gara femminile in California: i Campionati del Mondo di ciclismo su pista Uci 2018. Ovviamente è arrivato primo.
Intervistato da Usa Today ha detto: "Concentrarsi sul vantaggio nelle prestazioni è in gran parte irrilevante, perché si tratta di una questione di diritti. Non dovrebbe preoccuparci che le persone trans partecipano alle Olimpiadi. Dovrebbe invece preoccuparci che vengano rispettati i diritti umani".
Quindi anche il merito deve andarsi a farsi benedire quando in ballo ci sono le rivendicazioni ideologiche del mondo LGBT. Poco importa che così non abbiano più senso le stesse competizioni sportive perché non tutti gli atleti partono alla pari. [...]
(Gender Watch News, 24 ottobre 2018)
PARTITO GAY AL VIA?
Fabrizio Marrazzo, ex presidente dell'arcigay di Roma, ha depositato il simbolo del Partito gay. Non ha intenzione di costituire subito una nuova forza politica, ma se ci fosse bisogno di scendere in campo lui sarebbe pronto.
L'idea di fondare un Partito Gay è venuta dai risultati di un sondaggio commissionato da GayCenter alla Euromedia Research di Alessandra Ghisleri e presentati in conferenza stampa alla Camera lo scorso 23 gennaio. E' emerso che il 6,2% degli intervistati voterebbe un partito gay.
"Il nostro - sottolinea Marrazzo - è un processo di 'stimolo' alla politica per spingerla ad affrontare queste tematiche e a dare risposte alla comunità Lgbt. Se queste risposte non dovessero arrivare, potremmo valutare un impegno diretto in politica".
Il partito omosessualista, in realtà già presente in modo trasversale in tutte le forze politiche (Fratelli d'Italia dal sondaggio di cui sopra si è rivelato il partito più gay friendly), potrebbe essere in ordine di tempo l'ultimo tassello della legittimazione politica delle istanze omosessuali che hanno già ricevuto legittimazione giuridica sia dai giudici che dal Parlamento votando la legge sulle unioni civili.
(Gender Watch News, 12 settembre 2018)
CORTE SUPREMA INGLESE: I PASTICCERI POSSONO DIRE DI NO A TORTE GAY
L'attivista omosessuale Gareth Lee un giorno entra nella pasticceria del giovane pasticcere nord irlandese Daniel McArthur (nella foto insieme alla moglie) ed ordina una torta con su scritto "Sostieni i matrimoni gay". Dopo aver accettato, McArthur ci ripensa: la sua coscienza religiosa - lui è evangelico - non glielo permetteva.
Lee trascina il pasticcere in giudizio e questo arriva sin alla Corte Suprema che dà ragione a McArthur. Essere obbligato a preparare una torta contro le proprie convinzioni religiose avrebbe violato la sua libertà di espressione. Non c'è discriminazione perché una simile reazione poteva interessare anche una persona etero che chiedeva al pasticcere di preparare un dolce con una scritta il cui contenuto non era condiviso dall'artigiano.
Il pasticcere commenta: «Molte persone saranno soddisfatte perché è stata difesa la libertà di espressione e di coscienza».
Da notare che la vertenza è costata a McArthur 200mila pound di spese, spese pagate da un'associazione privata cristiana. Le spese di Lee invece ammontano a 250mila pound, sostenute dalla Equality Commission nordirlandese, un ente finanziato da denaro pubblico.
(Gender Watch News, 12 ottobre 2018)
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