
I PIÙ LETTI DEL MESE
-
Il 1° libro di BastaBugie
CI HANNO PRESO PER IL COVID
Per non dimenticare tre anni di abusi di potere
Anno 2023 pag. 514 € 16
-
Audio registrati
-
La censura di YouTube
YouTube ha censurato in passato circa il 20% dei video che abbiamo pubblicato e oggi ci impedisce di pubblicare video con temi contrari al politicamente corretto (islam, gay, covid, ecc.)

SCEGLI UN ARGOMENTO
Aborto
America
Animalisti e vegetariani
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione artificiale
Immigrazione
Islam
Libri
Liturgia e sacramenti
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Santi e beati
Scienza
Scuola
Storia
Televisione
« Torna agli articoli di I

È da più di quarant’anni, dal 1967, che la legge italiana ha autorizzato la donazione di rene da soggetto vivente a paziente in pericolo di vita, subordinando questa eccezione al principio giuridico fondamentale dell’indisponibilità del corpo umano alla condizione che la donazione avvenga tra parenti strettissimi (genitori, figli, fratelli), tra coniugi e, solo in via subordinata, tra estranei. Il riferimento agli estranei è sempre stato interpretato ristrettivamente, come riferito a coppie di conviventi o comunque a persone unite da fortissimi e conclamati vincoli amicali. Si può estendere questa normativa al caso di una donazione a estranei sconosciuti? Si può autorizzare una simile donazione "samaritana" (come la qualificano i bioeticisti)? E’ evidente che poco rileva che questo tipo di donazione non potrà che coinvolgere, come è intuitivo, se non un numero statisticamente irrilevante di persone; la questione è strettamente di principio e come tale va valutata.
Raggiunto da un quesito formulato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato nazionale per la bioetica ha risposta positivamente, ritenendo altamente apprezzabile questa estrema forma di donazione. Personalmente, gli argomenti addotti dal Cnb non mi sono sembrati del tutto convincenti e vorrei spiegare perché. Per giustificare la donazione samaritana si possono usare, essenzialmente, due tipi di argomento, che il Cnb non ha distinto espressamente tra loro (accettandoli quindi, implicitamente, entrambi). Chiamerei il primo argomento "oblativo", il secondo argomento "dispositivo". La giustificazione oblativa della donazione samaritana di rene è limpida: il donatore si fa prelevare un rene non per un vincolo affettivo che lo unisce al malato destinato a usufruire del suo dono, ma "per amore dell’umanità". Sotto questo profilo la donazione samaritana è un atto che eccede le nostre stesse possibilità di immaginazione. Se è eroico donare il rene a un consanguineo o a un amico personale, la donazione samaritana si proietta al di là dello stesso eroismo, in un’atmosfera etica così straordinariamente rarefatta, da apparire più pensabile che esperibile (quando mai, ragionevolmente, ci capiterà di conoscere un donatore samaritano?). Ritengo impossibile che il diritto possa regolamentare e garantire una donazione così nobile (perché di questo si tratta e questo la legge pretende); il diritto riesce appena a gestire, e con grande fatica, alcune di quelle pratiche che i moralisti chiamano "supererogatorie" (cioè meritevolissime sì, ma non esigibili) ed infatti autorizza la donazione tra parenti o tra amici strettissimi, perché si tratta di situazioni fattuali "controllabili" e la cui autenticità può quindi essere garantita, anche se con difficoltà. Ma la nobiltà della donazione samaritana può essere solo ipotizzata; non di certo controllata.
Ben più consistenti i problemi che nascono dalla giustificazione "dispositiva" della donazione samaritana. Questo tipo di giustificazione viene ricondotto, alla fin fine, al diritto che si dovrebbe riconoscere alle persone di "usare" insindacabilmente il proprio corpo, come se fosse una loro proprietà materiale: in questa prospettiva anche il riferimento alla donazione tra consanguinei viene a perdere rilievo, perché non alla forza dei vincoli familiari dovremmo far riferimento, ma alla mera volontà del donatario, le cui intenzioni etiche non sarebbe nemmeno lecito verificare. Questo paradigma, anche se viene evocato per giustificare un atto comunque benefico come la donazione di un rene, è a mio avviso inaccettabile, perché favorisce oggettivamente una totale depersonalizzazione del corpo umano, riducendolo a semplice materiale biologico, eticamente irrilevante.
Saggio quindi il legislatore italiano del 1967, che vincolava la donazione di un rene allo stretto contesto familiare: solo i vincoli familiari (assieme ai vincoli coniugali e ai vincoli affettivi oggettivamente comprovabili) garantiscono l’autenticità morale della donazione ed escludono il rischio che dietro la donazione samaritana si possano fare strada poco nobili ragioni di interesse economico (sempre in agguato) o ragioni nobili sì, ma solo in apparenza, come quelle di una prodigalità narcisistica che giunge fino all’assurda volontà di disporre improvvidamente perfino dei propri organi.
-
Pubblicato 10 anni fa...
NON CREDEVA AGLI STREGONI
Linciato dalla folla
di Rino Cammilleri
Articolo dell'8 aprile 2015
-
Libro della settimana
QUALCOSA DI ME
Dialogo con un'amica
di Claudia Koll
Anno 2025 / pag. 160 / € 15
-
Video della settimana
ARMIAMOCI E PAGATE
Video ironico
di Silver Nervuti
Durata: 10' (27/03/2025)
-
Da FilmGarantiti.it
BALLOON
Una mongolfiera per la libertà (storia vera)
Giudizio: stupendo (***)
Genere: storico (2018)
-
I dossier di BastaBugie
ROBERTO SAVIANO
Il messia della sinistra
Dossier: 7 articoli
-
Santo della settimana
FRANCESCO DI FATIMA
Il bambino veggente
di Maria Bigazzi
Festa: 4 aprile
-
Video per la formazione
DAZI AMARI
I venerdì della Bussola
Intervista a Maurizio Milano
Durata: 40m (28/03/2025)
-
Personaggi del passato
CARLO MARIA MARTINI
Cardinale
Famigerato biblista e vescovo di Milano
1927 - 2012 (85 anni)